
Prima di un riassetto, la sostanza economica non si dimostra con una motivazione aggiunta dopo la decisione. Nella pianificazione fiscale occorre poter collegare il problema dell’impresa, la struttura scelta e le conseguenze organizzative che soci e amministratori intendono realizzare. L’art. 10-bis della legge 212/2000 considera abusive le operazioni prive di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
La domanda da affrontare prima di holding, conferimento o scissione è quindi concreta: quale finalità extrafiscale, non marginale, rende necessario proprio quel riassetto e quali decisioni successive ne renderanno riconoscibile l’attuazione? La scelta tra alternative con diverso carico fiscale resta libera nei limiti previsti dalla legge, ma il vantaggio fiscale non sostituisce la verifica delle ragioni dell’operazione.
In sintesi
- L’art. 10-bis distingue le operazioni prive di sostanza economica dai riassetti sorretti da valide ragioni extrafiscali non marginali.
- Le ragioni possono essere anche organizzative o gestionali se rispondono a un miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale.
- Holding, conferimento e scissione devono essere esaminati come operazioni concrete, non come etichette da associare a un vantaggio fiscale.
- Atti, cronologia delle decisioni, ruoli, flussi e documenti disponibili devono essere letti insieme per verificare la coerenza della scelta.
- Prima di delibere o atti, una valutazione preventiva aiuta a individuare gli elementi da chiarire e le alternative da confrontare.
L’errore da correggere: descrivere il riassetto solo con il risultato fiscale
Un segnale di urgenza emerge quando la ragione dichiarata è soltanto il minore carico fiscale, oppure quando non si riesce a spiegare quale problema aziendale cambierà dopo l’operazione. L’art. 10-bis richiede di guardare ai fatti, agli atti e ai contratti anche se collegati tra loro: non basta quindi isolare un singolo passaggio del riassetto.
La correzione parte dal prima. Occorre ricostruire assetto proprietario, ruoli decisionali, rapporti tra società, esigenze dei soci, risorse coinvolte e obiettivo che il progetto intende affrontare. Questa ricostruzione non è una formalità: serve a evitare che l’atto scelto e il suo insieme giuridico risultino incoerenti con la funzione dichiarata.
La regola dell’art. 10-bis sull’abuso del diritto
Per l’art. 10-bis, sono prive di sostanza economica le operazioni inidonee a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. La norma indica, in particolare, due indici da verificare: la non coerenza tra la qualificazione delle singole operazioni e il fondamento giuridico del loro insieme, e l’uso di strumenti giuridici non conforme a normali logiche di mercato.
L’abuso del diritto richiede inoltre vantaggi fiscali indebiti, cioè benefici realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario. La verifica non va ridotta alla presenza di un vantaggio fiscale: la norma conserva la libertà di scelta tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni con diverso carico fiscale.
Il punto decisivo per la sostanza economica è il comma 3: non sono abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche organizzative o gestionali, dirette a un miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale. Spetta al contribuente dimostrare tali ragioni; l’amministrazione finanziaria ha invece l’onere di dimostrare la condotta abusiva nei termini indicati dalla norma.
Quali ragioni economiche rendere esplicite prima della decisione
Una ragione extrafiscale utile non è una formula standard. Deve descrivere un cambiamento identificabile: un governo delle partecipazioni da organizzare, ruoli tra soci da disciplinare, un progetto di investimento da seguire, una funzione da separare o una continuità imprenditoriale da impostare. La rilevanza della ragione va verificata nel contesto reale dell’impresa, senza trasformarla in una dichiarazione generica.
Per ogni ragione indicata conviene associare almeno una scelta osservabile: chi decide, quali materie vengono governate, quali risorse sono coinvolte, quale atto è coerente con l’obiettivo e quali comportamenti dovrebbero seguire. Se l’operazione non produce alcun cambiamento collegabile al problema iniziale, la motivazione richiede un riesame prima di procedere.
Holding, conferimento e scissione: il confronto da svolgere sul caso
Una holding può essere presa in considerazione quando il riassetto riguarda partecipazioni, ruoli di indirizzo o rapporti tra soggetti del gruppo. Per dimostrarne la sostanza economica non è sufficiente chiamare la struttura “holding”: occorre chiarire quale funzione dovrà svolgere, quali decisioni dovranno essere accentrate e come tale funzione si inserisce nell’assetto esistente.
Nel conferimento, la verifica parte da ciò che viene apportato, dai soggetti coinvolti e dalla finalità che il nuovo assetto dovrebbe rendere possibile. La documentazione dovrebbe spiegare perché il conferimento risponde al progetto individuato e perché la sequenza degli atti è coerente con quel progetto, anziché limitarsi a descrivere il trasferimento.
La scissione richiede di rendere leggibile la separazione progettata: quali funzioni, attività o interessi organizzativi sono interessati e come il nuovo disegno risponde alla finalità dichiarata. La scissione non va trattata come un passaggio intercambiabile con holding o conferimento. Per ciascuna alternativa occorre confrontare il problema da risolvere, la coerenza dell’insieme e i documenti che possono sostenerne la ricostruzione.
Quando il riassetto riguarda partecipazioni e governo societario, può essere utile Approfondisci: approfondire la valutazione di una holding per l’imprenditore prima di scegliere l’operazione.
Percorso di correzione prima di holding, conferimento o scissione
- Ricostruire la situazione iniziale. Descrivere proprietà, società coinvolte, ruoli, rapporti rilevanti, risorse e decisione da assumere.
- Formulare la ragione extrafiscale. Tradurre l’obiettivo in un cambiamento organizzativo o gestionale concreto, verificando che non sia marginale rispetto al progetto.
- Confrontare holding, conferimento e scissione. Per ogni alternativa, indicare la funzione attesa, gli atti necessari e le incoerenze da chiarire nell’insieme dell’operazione.
- Allineare il dopo all’obiettivo. Verificare che delibere, ruoli, flussi e scelte successive restino coerenti con la ragione esposta prima del riassetto.
Se una ragione non trova alcun riscontro nel progetto o l’alternativa scelta appare scollegata dal problema iniziale, è preferibile sospendere la decisione e riesaminare la struttura. L’art. 10-bis prevede anche la possibilità di proporre interpello per conoscere se le operazioni costituiscano fattispecie di abuso del diritto.
Documenti da ordinare per ricostruire la sostanza economica
Il fascicolo di lavoro dovrebbe partire dai documenti già disponibili: assetto societario, bilanci o situazioni contabili utili, verbali e appunti decisionali, patti o contratti rilevanti, prospetti dei rapporti tra soggetti coinvolti e materiali che descrivono investimenti, organizzazione o obiettivi dei soci. Non conta l’accumulo di carte, ma il collegamento tra situazione iniziale, decisione, atto e gestione successiva.
È utile verificare se la cronologia è leggibile e se documenti diversi raccontano la stessa finalità. Una motivazione inserita soltanto nell’atto finale, senza tracce nelle decisioni preparatorie o nei comportamenti attesi, richiede particolare attenzione professionale.
Quando coinvolgere lo studio
È opportuno coinvolgere lo studio quando il riassetto è già in discussione ma le ragioni economiche non sono ancora state tradotte in una sequenza coerente di decisioni e documenti, oppure quando holding, conferimento e scissione devono essere messi a confronto rispetto al medesimo obiettivo.
Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nell’ambito della pianificazione fiscale preventiva, valutando dati contabili, societari e patrimoniali e confrontando alternative per assetti, holding, conferimenti, scissioni e riorganizzazioni. Il perimetro dell’intervento e gli eventuali apporti di altri professionisti vengono definiti in relazione al caso.
Nel form indica situazione, urgenza e l’elenco dei documenti disponibili. Documenti personali o riservati non vanno allegati al primo contatto: l’eventuale trasmissione avviene successivamente, tramite un canale sicuro concordato con lo studio.
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Fonti e riferimenti
Normattiva, Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10-bis, testo vigente al 21 settembre 2026.


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