
Una holding merita una valutazione preventiva quando l’imprenditore sta decidendo un riassetto che risponde a ragioni extrafiscali concrete, non marginali, e tali ragioni possono essere lette insieme agli atti previsti. Se il progetto comprende anche un conferimento o una scissione, la decisione non va affrontata come una successione di formule autonome: occorre ricostruire il disegno complessivo e verificare la coerenza tra obiettivo, passaggi e documenti.
La fonte disponibile disciplina l’abuso del diritto, non il trattamento fiscale o societario specifico della holding, del conferimento o della scissione. Perciò la pianificazione fiscale preventiva parte dalla funzione effettiva che l’imprenditore intende attribuire al riassetto, dalle ragioni organizzative o gestionali e dalla loro rispondenza al progetto concreto.
In sintesi
- La holding non è una decisione da valutare in astratto: occorre individuare la funzione che dovrebbe svolgere nel progetto imprenditoriale.
- Quando holding, conferimento e scissione sono collegati, l’art. 10-bis considera rilevanti anche fatti, atti e contratti collegati.
- La disciplina dell’abuso del diritto riguarda operazioni prive di sostanza economica che realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
- Valide ragioni extrafiscali non marginali, anche organizzative o gestionali, sono espressamente considerate dalla norma.
- La scelta tra operazioni con diverso carico fiscale resta libera nei limiti indicati dalla legge, ma va distinta dalla verifica dell’abuso del diritto.
Quando la holding diventa una decisione di pianificazione fiscale
Per un imprenditore, la domanda utile non è se creare una holding sia conveniente in generale, ma quale esigenza concreta il nuovo assetto dovrebbe soddisfare. Il fascicolo iniziale dovrebbe indicare la situazione delle partecipazioni, i soggetti coinvolti, la decisione ancora da assumere e la funzione che si intende attribuire alla holding nel progetto complessivo.
La fonte consente di usare un criterio preciso per questa verifica: un’operazione non è considerata abusiva quando è giustificata da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa. La ragione indicata deve quindi essere riconoscibile nei documenti e compatibile con i passaggi che l’imprenditore intende compiere.
Se il progetto è descritto soltanto attraverso il vantaggio fiscale atteso, è necessario fermare la valutazione e approfondire. L’art. 10-bis qualifica infatti come abuso una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
Holding, conferimento e scissione nel medesimo riassetto
Holding, conferimento e scissione sono passaggi da distinguere nel fascicolo, anche quando l’imprenditore li considera parti di una sola decisione. Per la holding va individuata la funzione prevista nel nuovo assetto; per il conferimento va chiarito quale passaggio del progetto viene programmato e con quale collegamento; per la scissione va identificato il problema organizzativo o gestionale cui il progetto intende rispondere.
Questa separazione non frammenta l’analisi. L’art. 10-bis definisce le operazioni prive di sostanza economica facendo riferimento a fatti, atti e contratti, anche tra loro collegati. Tra gli indici indicati dalla norma vi è la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme.
La conseguenza operativa è verificare per ciascun passaggio obiettivo, soggetti, ordine previsto, collegamento con gli altri atti e documenti disponibili. Una motivazione riferita alla holding non sostituisce la verifica della funzione attribuita al conferimento o alla scissione nel caso concreto.
La regola sull’abuso del diritto
L’art. 10-bis separa la libertà di scelta del contribuente dalla nozione di abuso del diritto. Resta ferma la libertà di scegliere tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale. La verifica dell’abuso riguarda invece operazioni prive di sostanza economica che realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
La norma considera prive di sostanza economica fatti, atti e contratti inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Indica inoltre, in particolare, la non conformità dell’utilizzo degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato e la non coerenza delle singole operazioni con il fondamento giuridico dell’insieme.
Per la decisione su una holding, questa regola richiede di confrontare l’obiettivo dichiarato con la sequenza effettivamente ipotizzata. Non basta nominare una ragione economica o organizzativa: occorre verificare se il progetto, gli atti e la documentazione raccontano in modo coerente la stessa decisione imprenditoriale.
Ragioni extrafiscali e sostanza dell’operazione
Le ragioni extrafiscali rilevanti ai sensi dell’art. 10-bis devono essere valide e non marginali; la norma include espressamente quelle di ordine organizzativo o gestionale dirette al miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale. Nel fascicolo della holding, la domanda è quindi quale esigenza esiste prima del riassetto e quale cambiamento il progetto intende realizzare.
Se è previsto un conferimento, la verifica riguarda il suo ruolo nel progetto e la sua coerenza con la funzione attribuita alla holding. Se è prevista una scissione, la verifica riguarda il problema cui quel passaggio è chiamato a rispondere e il suo rapporto con gli altri atti. Ragioni formulate in modo diverso nei documenti disponibili o non riconducibili al disegno complessivo sono incongruenze da chiarire prima di delibere e atti.
Per approfondire il tema documentale, può essere utile consultare Approfondisci: la documentazione della sostanza economica di una holding.
Cosa la fonte non consente di concludere sulla holding
L’art. 10-bis non descrive requisiti, modalità operative, effetti fiscali o conseguenze societarie proprie della holding, del conferimento e della scissione. Questi aspetti devono essere esaminati separatamente con le fonti pertinenti e con i dati del caso concreto.
La disciplina disponibile non trasforma quindi la holding in un esito predeterminato della pianificazione fiscale. Offre invece il perimetro per valutare il rischio di abuso del diritto quando il riassetto è composto da atti collegati: sostanza economica, vantaggi fiscali indebiti, ragioni extrafiscali e coerenza dell’insieme.
Flusso documentale del fascicolo
- Situazione iniziale. Ricostruire partecipazioni, società coinvolte, ruoli dei soggetti e decisione imprenditoriale ancora aperta.
- Progetto di riassetto. Descrivere la funzione prevista per la holding e, se presenti, il ruolo di conferimento e scissione, con l’ordine dei passaggi e i loro collegamenti.
- Verifica di coerenza. Confrontare il progetto con statuti, patti disponibili, delibere, situazioni contabili, organigrammi e contratti pertinenti.
- Decisione documentata. Esplicitare le ragioni extrafiscali, le alternative considerate, le incongruenze da chiarire e gli elementi che richiedono ulteriore approfondimento prima degli atti.
Il flusso documentale non sostituisce l’analisi della holding, del conferimento o della scissione: serve a rendere verificabile il rapporto tra la decisione imprenditoriale e gli atti che dovrebbero realizzarla.
Quando coinvolgere lo studio
È opportuno coinvolgere lo studio prima di delibere o atti quando la holding è inserita in un riassetto con conferimento o scissione, quando le ragioni extrafiscali non sono ancora tradotte in un progetto coerente oppure quando gli atti collegati richiedono una lettura unitaria. L’art. 10-bis consente inoltre al contribuente di proporre interpello per conoscere se le operazioni costituiscano fattispecie di abuso del diritto; la relativa valutazione dipende dal caso concreto.
Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nell’ambito della consulenza preventiva di pianificazione fiscale. Il servizio prende in esame dati contabili, societari e patrimoniali disponibili, funzione dell’assetto di holding, eventuali passaggi di conferimento o scissione, ragioni economiche e punti da approfondire. Alcuni passaggi possono richiedere un professionista abilitato in base al caso concreto.
Per una prima valutazione, tramite il canale indicato dal form è sufficiente trasmettere la situazione da esaminare, l’urgenza della decisione e i documenti o le informazioni iniziali pertinenti, evitando dati non necessari.
Domande frequenti
La holding è sufficiente a dimostrare la sostanza economica?
No: la fonte richiede di valutare fatti, atti e contratti, anche collegati, e la loro idoneità a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. La funzione attribuita alla holding va quindi letta nel progetto concreto.
Perché distinguere conferimento e scissione se sono previsti insieme alla holding?
Perché ciascun passaggio deve poter essere collegato al progetto e alle ragioni extrafiscali dichiarate. Quando gli atti sono collegati, la norma richiama anche la coerenza delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme.
Chi deve dimostrare gli elementi dell’abuso del diritto?
L’amministrazione finanziaria ha l’onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva in relazione agli elementi dei commi 1 e 2 dell’art. 10-bis. Il contribuente ha l’onere di dimostrare l’esistenza delle ragioni extrafiscali previste dal comma 3.
Fonti e riferimenti
Normattiva, Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10-bis, testo vigente al 26 agosto 2026.


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